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VISIBILE - INVISIBILE

Altezza larghezza - due dimensioni: M due dimensioni sono anche il corpo e lo spirito. Roberto Pupi fa opere a tre dimensioni, e' quindi scultore?

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Roberto Pupi - Wunderkammer

La Wunderkammer di questo millennio potrebbe ancora essere il luogo in cui lo stupito osservatore del mondo raccoglie mirabilia, separati in naturalia e artificialia, in base alla meraviglia che producono per la loro origine naturale o in quanto prodotti dall'uomo?

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Ricordi (eng)

Recollections...memories...signs of recognition...touching and intangible, suspended and ethereal; in praise of immortality. Roberto Pupi penetrates the informal and the conceptual, painting and photography, immobilises the fleeting moment and brings it to life; he evokes the past projecting it into the future.

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Fotomobili (ita - eng - de)

Un percorso che parte da lontano quello di Roberto Pupi, che dalla pittura transmuta nella fotografia' Con Roberto ci siamo conosciuti alla Galleria ll Punto di Firenze nel lontano 1989: uno spazio situato sulle sponde dell'Arno tra Ponte S.Trinita e Ponte Vecchio.

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La stele (ita-eng)

La stele,la grafite, il pigmento elogio del momento. Elevazione al cubo, sogni di gloria, la persistenza della memoria.

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Bibliografia essenziale

1989-Cristina Giannini, Roberto Pupi A Punto, Galleria Il Punto, Firenze.1994-Patrizia Landi, Monumenta, Promart Center Bardi 21, Firenze.1997-G.P.C. Quando i pittori giocano con il corpo in "La voce Repubblicana" 30 settembre 1997.

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Fare Ombra: può una fotografia fare ombra?

Angela Sanna Roberto Pupi Fare Ombra: pu�� una fotografia fare ombra?

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FLUID(A)ZIONE

Lungo la carriera di Carlo Cantini il lavoro con cui, agli inizi degli anni Ottanta, esplora una dimensione metamorfica del corpo, tra il movimento e il colore, rappresenta solo una delle direzioni in cui si �� spinta la sua inesausta ricerca. Nella fotografia Cantini ha sempre tentato l���interpretazione di nuovi rapporti tra l���immagine e la sua possibile registrazione, mettendo in gioco lo sguardo, i soggetti e le tecnologie come elementi flessibili e tra loro complementari. Cos��, le opere raccolte sotto il titolo epico La terza nave, e altre simili di quel periodo, costituiscono una variazione nel panorama della sua intera produzione, ma non del tutto un���eccezione. Per Roberto Pupi invece la dissonanza rispetto a una lettura piana dell���immagine, l���esercizio di frammentazione e ricostruzione su una geometria tridimensionale, �� diventato negli anni un tratto caratteristico, fino a connotarsi pienamente come il suo elemento pi�� riconoscibile. La fotografia, nel lavoro di Pupi, ha da tempo abbandonato i confini rassicuranti della cornice per farsi architettura e soggetto interattivo con l���ambiente: corpi, paesaggi e altri soggetti chiamano lo sguardo dell���osservatore a completare la loro forma, ma senza coordinate e esiti definiti, lasciando aperto e mobile ogni possibile risultato. In entrambi i casi i due artisti lavorano sua una trasformazione dell���immagine: Carlo Cantini coglie un istante da un processo in corso, riuscendo a coagulare in uno scatto l���intera densit�� di un movimento, Roberto Pupi innesca questa trasformazione dopo che il processo di cattura dell���immagine �� stato compiuto, creando un riverbero nello spazio. Le foto scattate da Cantini quasi quattro decenni fa vengono ora ristampate e montate sui telai mossi, poliedrici di Pupi. Il risultato �� una moltiplicazione dello spaesamento percettivo che le prime e i secondi producono autonomamente. Questo incontro tra i due artisti �� sorprendente negli esiti ma non del tutto imprevedibile, vista la vivacit�� inossidabile di Carlo e la vocazione sperimentale di Roberto, e sollecita una riflessione sul nostro modo di osservare l���arte. La rivisitazione di un���opera e la sua riattualizzazione, immettendosi nel circolo della secolare speculazione teorica sulla riproduzione e sulla post-produzione, mette in discussione tutto quello che �� stato detto sugli strumenti di cui disponiamo per leggere un���immagine e argomentarla in una descrizione che consideri il medium e il suo tempo storico. In questa prospettiva anche il lavoro realizzato in coppia dai due artisti impone agli osservatori la definizione di altre categorie estetiche per posizionare l���esperienza della visione rispetto al mondo, e richiede cos�� un ulteriore atto creativo, di interpretazione. Pietro Gaglian��

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FLUID(A)ZIONE Inglish version

The works through which Carlo Cantini explored the metamorphic dimension of the body through movement and colour at the beginning of the 80s, represent only one of the paths taken by this artist during a lengthy career marked by incessant research. In his photography Cantini has always attempted to interpret new relationships between the image and its potential recording, calling into play the points of observation, subjects and technologies as flexible and complementary elements. Thus, the works collected under the epic title The Third Ship and other similar pieces from this period, are variations, though not the only exceptions, in the overall scenario of Cantini���s production. On the other hand, a discordant note is created when Pupi���s works are read solely on one plane, owing to the fragmentation and reconstruction of the image into a three-dimensional geometry which has, in time, become a specific characteristic of the artist, perhaps even his most distinctive trait. In the works of Pupi, photography has long since abandoned the reassuring borders of the frame. It has become an architecture, a subject which interacts with the environment: bodies, landscapes and other subjects which require the eye of the observer to complete their form; a mobile form without coordinates or defined results, open to all possible outcomes. In both cases the two artists focus on the transformation of the image. In capturing an instant from the process under-way, Carlo Cantini manages to condense the intensity of a single movement into one snap. Pupi instead triggers off a transformation after having caught the image, by creating reverberations in space. The photos taken by Cantini almost four decades ago have now been reprinted and mounted on Pupi���s flexible and polyhedric plates. The result is a multiplication of the perceptive disorientation which the former and the latter produce autonomously. The encounter of these two artists has had surprising but not completely unpredictable results, given Carlo���s unceasing vitality and Roberto���s experimental vocation, and such results solicit a reflection in our way of perceiving art. Revisiting a work of art and up-dating it, means placing oneself inside the field of secular theoretical speculation concerning production and post-production; it means questioning everything already said about the instruments currently used to read and to analyse an image in a study which considers both the medium and the historical period. In light of this, the work carried out by these two artists as a pair, forces the observer to define new, alternative aesthetic categories in order to position this particular experience of seeing from other viewpoints, thus requiring yet another creative act, that of interpretation. Pietro Gagliano

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FLUID(A)ZIONE

Gli studi pi�� recenti sulla fotografia, in coincidenza con la sua definitiva assunzione nel novero delle arti visive, dopo che per molti anni tale considerazione era stata decisamente problematica, si sono concentrati sulla questione ��� fondamentale ��� del suo statuto semiotico. In coincidenza con l'ammissione di fotografi, divenuta massiccia nel corso degli anni Settanta, a partecipare alle principali rassegne d'arte contemporanea, come la Biennale di Venezia, la tradizionale accezione del 'fotografico' come documentazione e riproduzione del visibile, dipendente dalla astanza di un soggetto rappresentato preesistente (e per conseguenza, con un valore veritatito di 'prova' che ne avrebbe legittimato l'utilizzazione nei contesti giudiziari e scientifici) viene messa in crisi da una considerazione artistica della fotografia come 'segno', e quindi dotata di una propria specifica autonomia e da una esistenza indipendente in quanto oggetto. Le nuove tecnologie (cos�� nuove ormai da essere diventate a loro volta 'nonne' del progresso tecnologico) hanno reso tutto questo realizzabile in maniera problematica, diventanto ��� nei fotografi consapevoli ��� nuove occasioni di esperienza interrogativa sul mezzo e le sue possibilit�� di esperienza visuale. Carlo Cantini e Roberto Pupi hanno innescato un processo visivo di riflessione problematica sulla possibilit�� di proiezione esperienziale di questa apertura sul possibile futuro dell'atto fotografico. Hanno pensato, ciascuno a suo modo, di aprire virtualmente lo spazio di una fotografia rimasta da considerare, tradizionalmente, dentro lo spazio della ���cornice��� che Leon Battista Alberti aveva teorizzato come 'luogo' della pittura, in una dimensione di plasticit�� reale. Cantini ha pensato le proprie immagini come proiezioni anamorfiche, sfondando i limiti della cornice in una violenza (pacata e gentile) orizzontale dell'immagine. Pupi ha proiettato le proprie immagini in una plasticit�� aggettante, immaginaria, che invade lo spazio critico dello spettatore. Si tratta di immaginare cosa accadr�� della fotografia��� Francesco Galluzzi

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FLUID(A)ZIONE Inglish version

That the latest studies on photography came out when this discipline had finally been admitted into the field of visual arts after many years in which such an acknowledgement was considered highly debatable, brings up the fundamental question of its semiotic status. Although an ever-increasing number of photographers participated in the most important contemporary art exhibitions such as the Biennale in Venice during the Seventies, the traditional idea of the ���photograph��� as a mere recording and reproduction of the visible, given the subject���s pre-existent representation as bystander (thus with the added value of its ���truthfulness��� legitimising its use as ���proof��� in judicial and scientific contexts), was undermined by an artistic reading of the photograph as a ���sign��� endowed with its own specific autonomy and with its independent existence as an object. New technologies (so new by now that, in their turn, they have become ���forerunners��� of technological progress) have made this difficult achievement possible, creating for up-dated photographers further opportunities to question the means used and the possibilities of visual experiences. Carlo Cantini and Roberto Pupi have given life to an intense visual process of reflection on the possibilities of experiential projection, expanding the art of photography towards the future. Each, in his own manner, has worked on extending the virtual space of the photograph traditionally closed inside the ���frame���, the space which Leon Battista Alberti theorised as the ���scene��� of the picture in its dimension of effective plasticity. Cantini envisages his images as anamorphic projections which break through the restrictions of the frame: a horizontal violence of a (peaceful and gentle) image. Pupi projects his images with an imaginative, jutting plasticity, thereby invading the critical space of the spectator. This is about imagining what will happen to photography... Francesco Galluzzi

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Sottovuoto: per una città epidermica

sottovu��to (o 's��tto vu��to') avv. e agg. riferito a prodotti, spec. alimentari o farmaceutici, disposti in un contenitore nel quale sia stata eliminata l���aria per una migliore conservazione degli stessi: farmaci confezionati s.; confezione s. di prodotti alimentari; s. spinto, con eliminazione pressoch�� totale dell���aria nel contenitore.

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Baptistery-a

Per tentare un bilancio dopo la prima uscita di Baptistery_A, oltre a rimandare a quanto gi�� premesso nella presentazione, mi sembra opportuno un personale cappello che tenti un resoconto sull���esperienza di questa anomala installazione nella sua ���tenitura���, dalla trionfale inaugurazione il 22 marzo, che ha registrato un incredibile afflusso di pubblico mai visto in Palazzo Pucci, che ne ha a stento sopportato l���onda d���urto di quasi un migliaio di persone. Affollamento che �� continuato anche nei giorni di apertura (purtroppo solo 3 settimanali) fino alla chiusura (l���8 aprile).

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Nuvole 2023/2024

Il giardino, nella tradizione asiatica ed europea riproduce nelle sue parti il mondo sensibile. In questo universo in scala ridotta, con il suo ordine e i suoi apparati simbolici, �� possibile ritrovare la rappresentazione del mondo, la sua storia e, forse, il suo futuro. Il progetto di Roberto Pupi per il giardino di Villa Rospigliosi ha quindi l���andamento di una cosmogonia per i immagini, di segno fortemente contemporaneo per i materiali e i processi usati dall���artista e per la sensibilit�� ecologica che pervade il lavoro

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NUVOLE

Le ricerche dell���arte contemporanea non di rado si concentrano sull���incontro possibile degli opposti, allo scopo di far risaltare agli occhi dei pi�� il valore dell���arte proprio attraverso l���accostamento di ci�� che pare inaccostabile. �� cos�� possibile evidenziare come l���opera d���arte viva della simultaneit�� di pulsioni/informazioni molteplici. Verit�� questa che il riguardante �� caldamente invitato a non dimenticare, scavalcando bravamente quegli stereotipi che ne impediscono la piena godibilit��.

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Sottovuoto: per una città epidermica

Roberto Pupi Margherita Verdi SOTTOVU��TO Per una citt�� epidermica a cura di Erica Romano sottovu��to��(o 's��tto vu��to') avv. e agg. riferito a prodotti, spec. alimentari o farmaceutici, disposti in un contenitore nel quale sia stata eliminata l���aria per una migliore conservazione degli stessi: farmaci confezionati s.;��confezione s. di prodotti alimentari;��s. spinto, con eliminazione pressoch�� totale dell���aria nel contenitore1. La visione di un paesaggio spesso ci cattura proprio per la sua capacit�� di restituire di s�� un clima, un���atmosfera che spesso chiamiamo in modo del tutto indefinibile e intraducibile come ���aria���, indicando un insieme di odori, suoni e percezioni multisensoriali di quello che in realt�� �� un complesso organismo vivente, mutevole nel tempo, percorso e attraversato da millenni di storie di popoli e individui, ognuna pi�� o meno sedimentata e radicata, ma tutte presenti nel palinsesto che ogni territorio mostra nel suo essere un panorama geografico, antropologico, architettonico, ecc. Che mostri tracce di un transito passeggero o impronte di un���identit�� consolidata, in ogni caso il paesaggio dichiara sempre di avere una natura ambigua che oscilla tra due spinte, interna ed esterna, tra conservazione e mutamento, nel difficile equilibrio tra elementi fissi e altri mobili, tra complessit�� irrazionale e ordinata razionalit��, tra armonia e divergenze. Il volto delle nostre citt��, in particolare, si delinea come un modello esemplare di quel panorama variegato di possibilit�� e di punti di vista che si moltiplicano oggi ad una velocit�� inaudita e inafferrabile. Roberto Pupi e Margerita Verdi, con il progetto espositivo Sottovuoto. Per una citt�� epidermica, sembrano voler scardinare le leggi che si sono sovrapposte nei secoli all���interno di spazi urbani, sempre pi�� caotici, attraverso una riflessione sulla natura dell���immagine in rapporto ai luoghi quali oggetto della rappresentazione. Un tentativo, forse, di fermare la corsa e stabilire nuove regole all���interno di un perimetro che non vuole pi�� essere un mero contenitore di architetture, impianti stradali, arredi urbani o, ancora, di interazioni generate da contatti furtivi, ma un perimetro civico che diventa dispositivo che favorisce pi�� profonde relazioni. Nella percezione di una citt��, intesa anche come una sorta di macchina del tempo, entra in gioco il valore della presenza umana che, per Pupi e Verdi, �� responsabile dell���accelerazione che ha alterato in maniera inorganica i molti luoghi amati, vissuti, e che troviamo all���interno della loro opera installativa. Questo il motivo per cui la figura umana, quale elemento che altera il paesaggio, ha una potenza che gli artisti hanno scelto di eliminare dagli scatti per poter ridisegnare nuove traiettorie di orientamento. Le immagini, inoltre, fissate su leggeri sostegni di polistirolo sagomati, ci appaiono come contratte, risucchiate da un apparecchio per il sottovuoto di alimenti, amplificando in tal modo l���idea di uno spazio svuotato delle sue funzioni ma che in realt�� possiede un suo respiro, una sua propria ritmica che chiede di poter essere riattivata da un tocco consapevole. Pupi e Verdi restituiscono cos�� degli habitat inabitati e quasi alieni, spersonalizzati, come fosse un���osservazione oggettiva e analitica della qualit�� e della natura dei diversi insediamenti umani. L���idea del sottovuoto, che siamo abituati ad associare ad alimenti o a piumoni troppo ingombranti per fare spazio nell���armadio col cambio stagione, in relazione al paesaggio urbano diventa un atto di sottrazione, in questo caso di aria ��� metaforicamente intesa come l���insieme complesso delle caratteristiche che identificano un luogo ��� per mettere ancora pi�� in evidenza elementi strutturali e portanti o segni lasciati dal tempo e dal passaggio della storia. Togliere per sottolineare, o meglio evidenziare, sembra allora la cifra per conferire nuovo senso e significati ad immagini di citt�� che percepiamo nella realt�� contemporanea manipolate e svuotate della loro essenza. L���immagine di un paesaggio urbano disabitato ma sorretto da volumi che danno alla fotografia un���inedita tridimensionalit��, si presenta allora come una scatola prospettica per ridisegnare in quei vuoti dei percorsi alternativi e predisposti a nuove contaminazioni. Il progetto vuole per questo essere anche un lavoro corale, di reciproca influenza e contaminazione, appunto, una collaborazione dove sembra esserci una sola e unica mano creativa in cui i diversi interventi non sono direttamente riconducibili ad uno dei due autori. Mettere ���sottovuoto��� la citt��, quando conservare a lungo una merce �� una delle definizioni che troviamo associate al primo termine, significa anche lanciare un���importante provocazione, che ha spinto gli artisti a giustificare ulteriormente l���eliminazione digitale di qualsiasi interferenza umana dai loro ���ritratti urbani���: i luoghi non sono un bene di consumo, ma ritratto di un patrimonio comune da salvaguardare, conoscere e fruire, incrocio complesso di volont�� e progettazione, contenitore-dispositivo di un immaginario collettivo. Non a caso, uno dei punti della Convenzione Europea del Paesaggio afferma: ���Salvaguardia dei paesaggi indica le azioni di conservazione e di mantenimento degli aspetti significativi o caratteristici di un paesaggio, giustificate dal suo valore di patrimonio derivante dalla sua configurazione naturale e/o dal tipo d'intervento umano���2. Appare evidente allora che Pupi e Verdi abbiano operato un ���tipo d���intervento umano��� volto alla riscoperta di alcuni aspetti significativi propri della citt�� ma, al contempo, a prendere coscienza che il paesaggio assume uno specifico valore di patrimonio anche grazie allo stesso intervento umano. Si viene a determinare un rapporto intimo e profondo tra i due elementi che di fatto ���fanno��� il paesaggio, pertanto l���azione umana deve essere una scelta responsabile, un atto che �� espressione della capacit�� di farsi estensione, epidermica potremmo dire, del paesaggio stesso, ma in chiave non individuale bens�� collettiva e comunitaria. L���iniziale sensazione alienante cede ora il posto ad una dimensione pi�� calda e partecipe, in cui considerazioni estetico-formali e funzionali del paesaggio urbano si intersecano, e ci�� grazie ad un progetto espositivo che utilizza il medium fotografico e l���installazione per compiere una ricognizione non tanto sul paesaggio in s�� ma su ci�� che influenza il nostro modo di guardare e di vivere i luoghi e la loro natura. Il punto di vista oggettivo ��� offerto dal concetto di sottovuoto come ridefinito dagli stessi artisti ��� da una parte tenta di descrivere i tanti elementi strutturali e visibili che vanno a formare il vero e proprio palinsesto storico, ambientale e sociale prima accennato di un paesaggio, mentre dall���altra si incontra necessariamente con quello soggettivo della rappresentazione offerta dai due autori Pupi e Verdi. L���invito �� a prendere una posizione sapendo di essere parte di un paesaggio che, in quanto bene comune e ���cosa pubblica���, �� esso stesso parte integrante di un patrimonio culturale che garantisce, in un���unica visione organica, conoscenza e sviluppo dei meccanismi di consolidamento delle identit�� ma anche tutela delle diversit�� culturali, mirando a riconquistare il rapporto tra cittadini e territori da considerare come luoghi di vita plurali e condivisi, ma soprattutto aperti al respiro del mondo. a cura di Erica Romano

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RIFLESSI

Progetto mostra RIFLESSI ISOLART Gallery Firenze 20 Dicembre 2024 ore 18:00 Roberto Pupi, Silvia Noferi, Duccio Ricciardelli. IDEA Il progetto prevede una trasformazione del cortile e dello spazio della galleria attraverso la messa a terra di coperte termiche colore oro/ argento che andranno a coprire tutto lo spazio calpestatile. Alle pareti saranno collocate opere di pi�� o meno grandi dimensioni privilegiando opere in bianco nero. Le opere di Roberto Pupi a parete evidenzieranno l���emergere di immagini in bianco e nero e saranno prevalentemente immagini naturali. Nella parte del cortile coperto una video installazione occuper�� tutta la parete sinistra (entrando) opera di Duccio Ricciardelli e Marco Bartolini ( una serie di video in bianco e nero proiettati in loop). Nella sala interna della galleria verranno disposte 6 foto in Bianco/nero di Silvia Noferi due ritratti su fondo scuro e due dittici. L���obiettivo �� quello di proporre un passaggio mentale tra immagini cinetiche che che aspirano all'astrazione ( video) ,opere tridimensionali (foto-sculture) che emergono dalle pareti della galleria come se fossero essudazioni di setti murari e opere fotografiche dominate da forti contrasti di bianco e nero, che bucano la parete creando delle aperture virtuali sulla loro superficie. In questo modo il progetto mette in campo tre diversi possibili modi di usare il mezzo fotografico. La presenza delle opere sar�� infine amplificata dal riverbero che le opere produrranno sul pavimento rivestito di elementi specchianti. PROGETTO Lo spazio della galleria dovr�� essere sgombrato da ogni elemento d���arredo in modo da consentire l���incollaggio tramite nastro bi-adesivo dei diversi elementi ( coperte termiche) al pavimento in modo da creare una condizione riflettente dei due spazi della galleria. Si richiede la realizzazione di uno stendardo da collocare all���esterno dell���entrata dello spazio espositivo. Aperture mostra 20-23 dicembre e dopo su appuntamento

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